Alessio Manini

Alessio Manini vive ed è nato a Grosseto il 22 ottobre 1983 ma ha visto i suoi natali musicali come clarinettista e organista nella Banda e nel Coro di Poggio Murella (GR), paesino collinare maremmano dov’è cresciuto e per cui ha scritto la recente Storia della Società Filarmonica Pietro Mascagni (Edizioni Effigi – Arcidosso); per circa un ventennio, a partire dalla metà degli anni ’90, è stato primo clarinetto solista presso Orchestre di fiati liriche sinfoniche… approfondendo inoltre come clarinettista e scrittore il Folklore del luogo, la Musica da camera in qualità di organizzatore ed esecutore e la Strumentazione per banda nella veste di compositore e direttore.

Dal 2002 al 2009 è vissuto a Firenze dove ha frequentato il Conservatorio e l’Università conseguendo le lauree in Clarinetto, Scienze giuridiche e Didattica della musica; conosce tre lingue (Francese, Inglese e Tedesco) e ha ricevuto dall’Associazione Italiana Santa Cecilia il diploma in Direzione di coro, approfondendo quest’ultima disciplina nei lunghi e intensi anni dove ha rivestito il ruolo di cantore, direttore e organista del Coro Polifonico San Giuseppe di Petricci (GR). Il 4 ottobre 2006 ha iniziato a insegnare e nel 2015, grazie all’Abilitazione all’insegnamento presso scuole medie e superiori precedentemente ottenuta, è stato immesso in ruolo: dal 2017 è docente di Musica presso la Scuola Media Galileo Galilei di Grosseto.

Al di là di ruoli studi titoli, l’aver integrato la filosofia di Schopenhauer (nata dalla fusione tra Platone, Kant e l’Induismo) con la fenomenologia di Celibidache (che ha messo in relazione il pensiero filosofico di Husserl con quello matematico di Ansermet e il Buddhismo zen) attraverso il “martire della letteratura” Proust e la sua opera “Alla ricerca del tempo perduto”, gli ha permesso di trovare la strada verso la Musica (LA MUSICA RITROVATA Corso di Fenomenologia di Alessio Manini). Infatti, grazie a questa integrazione, è riuscito a mettere in discussione l’insieme di competenze ed esperienze precedentemente maturato, riuscendo a passare da una pluralità vasta ed eterogenea a un’unità originale e personale, funzionale all’avvicinamento alla musica di sé stesso piuttosto che di amici o allievi che, a qualsiasi titolo, vogliano mettersi in gioco e intraprendere un percorso musicale ed esistenziale illuminato dalla Fenomenologia musicale di Sergiu Celibidache.

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