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Chitarra

La chitarra è uno strumento musicale cordofono a pizzico, che può essere suonato con i polpastrelli, con le unghie o con un plettro. La chitarra moderna ha origine dalla chitarra barocca che a sua volta deriva dallo strumento medievale a cinque corde chiamato quinterna (dal latino “quinque” = cinque e dal persiano “tar” = corda).

I primi liuti persiani erano montati con sole 4 corde di fili di seta da qui la parola “Chahar” quattro e “Tar” corde da cui la parola araba Qîtâra. Le prime chitarre medievali avevano quattro corde come pure il liuto: dal greco kithára, e poi dal latino cithara derivano i termini guiterne (quinterna), Gittern, citola e chitarra.

Lo strumento più antico ritrovato simile a una chitarra ha 3500 anni ed è stato scoperto nella tomba egizia di Har-Mose Sen-Mut[1]. A sua volta le radici vanno trovate nel setar persiano (Iran) e nella citara.

Dalla seconda metà del XVII secolo fino alla metà del XIX secolo, con i progetti e le innovazioni apportate in Spagna da Antonio de Torres, si ha la nascita del prototipo della chitarra classica moderna[2]

La conseguente diminuzione della sonorità, data dal fatto che si passa a sei corde semplici dalle dieci (cioè 5 corde doppie chiamate cori) o dodici corde (6 corde doppie) in uso sulla chitarra barocca, fu compensata dall’allargamento della cassa e dall’apertura completa della buca in mezzo alla tavola armonica[3]

La chitarra a sei corde sostituì la chitarra barocca perché più facile da maneggiare e suonare e con una struttura più robusta. Questo passaggio dalla chitarra barocca a quella moderna può essere paragonato alla sostituzione della viola da gamba con il violoncello[4]

La struttura e le sue parti

Nella chitarra ci sono due sistemi che concorrono al funzionamento dello strumento: un sistema di produzione e amplificazione del suono e un sistema del sostegno. Una buona chitarra deve avere un ottimo equilibrio fra questi due sistemi, deve essere elastica e deformarsi in modo controllato e nelle sezioni utili[12]

Paletta

La paletta è la parte finale del manico e sostiene la meccanica dell’accordatura. Si unisce al manico in diversi modi: incollata con incastro a V o con giuntura obliqua invertita, oppure la paletta e il manico sono ricavate da un solo pezzo di legno (questo ultimo metodo è ormai poco utilizzato perché rende molto fragile il manico nel punto attacco con la paletta, dove le fibre sono inclinate). Nelle chitarre fino all’inizio del XIX secolo le corde della chitarra venivano accordate tramite piroli conici inseriti verticalmente nella paletta poi sostituiti con meccaniche a chiavi, che consentono un’accordatura più agevole e stabile[12].

Manico

Il manico supporta la tastiera e termina con un tacco fissato alla cassa armonica. I legni utilizzati nel manico e nella paletta sono gli stessi: cedro di Cuba (Cederla Odorata con peso specifico 0,45 – 0,55), il mogano dell’Honduras (Swietenia macrophilla con peso specifico 0,58 – 0,75) e più raramente di acero[13].

Capotasto

Si trova nella parte estrema della tastiera e rappresenta il punto iniziale della parte vibrante della corda. Nelle chitarre più pregiate il materiale del capotasto è di avorio oppure di osso, nelle chitarre più economiche solitamente è di plastica[14].

Tastiera

La Tastiera è il supporto dei tasti e solitamente è di legno duro come palissandro o ebano per sopportare lo strofinamento continuo delle dita e delle corde. Dopo che il manico è stato unito a livello della cassa, il liutaio incolla la tastiera che percorre la parte del manico e parte della tavola armonica fino alla buca. La larghezza della tastiera varia da chitarra a chitarra. Generalmente nella chitarra classica si ha una tastiera molto larga e si stringe nelle chitarra folk ed elettriche[15].

Tasti

I tasti sono composti da una lamina inserita nel legno e la parte esterna con la sezione a semicerchio. Il materiale dei tasti è l’alpacca, una lega molto resistente alla corrosione[13]. La posizione dei tasti si può ottenere matematicamente con la “Regola del diciotto” (più precisamente 17,835). Questa formula si applica nel seguente modo: Si divide la lunghezza del diapason della chitarra per 17,835, in questo modo si trova la larghezza del primo tasto cioè, la distanza tra il capotasto e la prima lamina inserita nel manico. Per calcolare la distanza tra il primo tasto e il secondo, si divide la lunghezza rimasta (dall’osso al primo tasto) e la si divide per 17,835. Si continua così per ogni tasto, ottenendo tasti in proporzione sempre più piccoli[16].

Qui sotto una tabella che rappresenta la tastiera e le note che possiamo trovare su ogni singola corda, come possiamo notare su ogni corda troviamo tutte le note della scala cromatica:
Corda 1º tasto 2º tasto 3º tasto 4º tasto 5º tasto 6º tasto 7º tasto 8º tasto 9º tasto 10º tasto 11º tasto 12º tasto
1 Mi Fa Fa# Sol Sol# La La# Si Do Do# Re Re# Mi
2 Si Do Do# Re Re# Mi Fa Fa# Sol Sol# La La# Si
3 Sol Sol# La La# Si Do Do# Re Re# Mi Fa Fa# Sol
4 Re Re# Mi Fa Fa# Sol Sol# La La# Si Do Do# Re
5 La La# Si Do Do# Re Re# Mi Fa Fa# Sol Sol# La
6 Mi Fa Fa# Sol Sol# La La# Si Do Do# Re Re# Mi

Tastini

Oltre alla dizione “tasto” (fret in inglese[17]) è a volte utilizzata anche quella di tastino[18] (raramente “sbarretta”). Di conseguenza è anche impiegato il termine tasto, non per indicare il tastino, ma per designare la porzione di tastiera delimitata da due tastini adiacenti. Ad esempio, in questi casi, il 2° tasto è l’area di tastiera delimitata dal 2° e 3° tastino (il 1° tastino, per convenzione, è il capotasto). L’action (azione) è la distanza tra la corda e il tastino.

I tastini in commercio sono di diverse forme e altezze.

Corde

Nel passato le corde erano di minugia (budella di ovini) o di metallo. Nella seconda metà degli anni 40, con l’avvento delle fibre sintetiche, la minugia è stata quasi interamente sostituita da corde di nylon che permisero di aumentarne la tensione e quindi amplificare il suono della chitarra.[19] Questa ricerca di maggior volume ha riguardato tutti gli strumenti alla fine del XVIII secolo in poi, e ha portato alla nascita della chitarra classica in Europa, della chitarra folk in America (grazie a Christian F. Martin) con le corde in acciaio, fino a dare origine alla chitarra elettrica.[20]

Nella chitarra classica si hanno le prime tre corde (mi, si, sol) in plastica e le altre tre (re, la, mi) hanno un’anima in nylon multifilamento o seta, avvolta da un filo di rame argentato.

Cassa armonica

La cassa armonica è la parte della chitarra che ha la funzione di sostenere e amplificare il suono delle corde. È composta dalle fasce dal fondo e dalla tavola armonica.

Fasce e fondo

Le fasce e il fondo sostengono la tavola armonica e riflettono il suono. Le fasce sono composte da due asticelle di legno dallo spessore di circa 2 mm piegate a caldo per seguire la forma della tavola armonica; sono incollate al manico a un’estremità e dalla parte opposta a un blocchetto di legno. Il fondo è costituito da due assicelle di legno dallo spessore di circa 3 mm aperte a libro e incollate tra di loro. È rinforzato da 3 o 4 catene di abete trasversali. I legni utilizzati per queste parti sono generalmente duri: palissandro brasiliano o indiano, mogano, ovangkol, koa, sapele, acero ed ebano tra i più utilizzati.

Tavola armonica

La tavola armonica è composta da due assicelle di legno morbido dalla spessore di circa 2,5 mm aperte a libro e incollate tra di loro. Il suono della chitarra dipende soprattutto dalla qualità del legno utilizzato per la tavola: abete maschiato il più utilizzato delle chitarre da concerto e il Cedro rosso[21] Nella parte che sta all’interno della cassa vi sono applicate delle catene, formate da listelli di abete intagliati, che hanno la funzione di sostenere strutturalmente la sottile e fragile tavola armonica e di distribuire l’energia trasmessa dal ponte a tutta la parte inferiore della tavola stessa. L’incatenatura, cioè la disposizione delle catena, influisce in modo importante sulla qualità del suono e ogni costruttore, secondo la propria esperienza e gusto, sceglie il proprio disegno e disposizione[22]

Ponte

Il ponte, o ponticello, è incollato sulla tavola armonica; la sua funzione è di trasmettere le vibrazioni delle corde alla cassa armonica. Il diapason e l’altezza delle corde sulla tastiera dipendono da dove è posizionato il ponte[22]. Il materiale migliore per il ponte è l’ebano perché con la sua densità prolunga il suono dato dalle vibrazioni della corda. Altri legni utilizzati sono palissandro e mogano[16].

Osso

L’osso è una sbarretta, solitamente di colore bianco, e può essere di diversi materiali: avorio, osso o plastica. Incastrato nella parte anteriore del ponte, è mobile ed è tenuto fermo dalla pressione delle corde. Permette di regolare facilmente l’altezza delle corde sulla tastiera[23]

Corso:

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